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Come usare gli oli essenziali correttamente

Come usare gli oli essenziali correttamente

L'utilizzo degli oli essenziali oggigiorno è in forte ascesa, ma non tutti sanno veramente come utilizzarli al meglio, in base alle esigenze, per poter sfruttare veramente i loro benefici. Questo articolo nasce dalla volontà di darvi qualche informazione tecnica basilare prima di lasciarvi sorprendere dalle loro potenzialità.

Gli oli essenziali seguono tre percorsi principali per entrare nell’organismo: l’assunzione per via interna o ingestione, l’inalazione e l’assorbimento attraverso la pelle. L’ingestione viene poco usata, mentre l’inalazione, essendo molto efficace, viene considerata da qualche autore (tra cui Buchbauer 1988) l’unico metodo davvero meritevole del nome di “aromaterapia”. Tuttavia, anche l’applicazione topica attraverso la cute si è dimostrata valida; la soluzione prescelta dipende dal problema cui si vuol porre rimedio.

Uso degli oli essenziali per Inalazione e diffusione

Dato che l’efficacia dell’utilizzo olfattivo dipende solo dalla percezione dell’odore, questa applicazione è ritenuta la più sicura anche con i bambini o con gli anziani. Ai dosaggi utili per avvertire l’odore, infatti, anche il più aggressivo o tossico degli oli essenziali è sicuro, se pensiamo che per profumare una stanza possono bastare 3-5 gocce di olio essenziale in un contenitore dell’acqua del termosifone, o addirittura 1 goccia su un fazzoletto.

Quello per via nasale è senz’altro il più rapido nel trattamento di problemi emotivi come stress e depressione (oltre che di alcuni tipi di cefalea). Infatti il naso è direttamente collegato con il cervello, che a sua volta innesca gli effetti degli oli essenziali, in qualunque modo queste sostanze gli giungano.

In sé il naso non è l’organo dell’olfatto, ma si limita a modificare la temperatura e l’umidità dell’aria inalata e a trattenere eventuali corpi estranei che potrebbero introdursi nelle vie aeree. E' il primo nervo cranico (olfattivo) che permette di percepire gli odori e si connette ai recettori, che occupano ciascuno una piccola area a livello della parte superiore delle narici (Van Toller 1993). Quando si esalano vapori balsamici, alcune molecole in essi contenute scendono nelle vie aeree finendo nei polmoni, dove gli oli essenziali adatti potranno avere un impatto immediato e benefico su molte affezioni respiratorie (tosse, catarro, piccole infezioni respiratorie, sinusite). Dato che l’endotelio nasale è sottile e prossimo ai tessuti cerebrali, le molecole dell’olio essenziale entrano nella circolazione locale e raggiungono il cervello abbastanza velocemente.

L’inalazione può avvenire attraverso l’utilizzo di:

Pezzuole: l’inalazione attraverso una pezzuola o un fazzoletto con 5 o 6 gocce di o.e. (3 gocce per i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza) è indicata quando si vogliono ottenere risultati immediati: infatti sono sufficienti due o tre respiri profondi per assicurare un buon contatto delle molecole odorose con le ciglia della mucosa nasale. Attualmente si sta diffondendo un metodo alternativo più pratico, il roll-on, che si può applicare al bisogno vicino alle narici o sulle palme delle mani per una inalazione diretta, oppure con massaggio su petto e dorso. Solo uso esterno.

Nebulizzatore: apparecchio che trasforma un liquido in aerosol dalle gocce molto piccole, ma comunque dalle dimensioni macroscopiche.

Umidificatore: apparecchio che vaporizza l’olio essenziale scaldandolo e facendolo quindi evaporare. A differenza dei nebulizzatori questo apparecchio funziona sottoponendo l’olio essenziale a del calore e facendogli effettuare un passaggio di fase da liquido a gassoso. Questo significa che, dato che l’olio essenziale non è un liquido omogeneo bensì una miscela di molte molecole, ci sarà una evaporazione differenziale, nel senso che le molecole più volatili evaporeranno prima delle altre. Sia l’olio essenziale vaporizzato sia quello residuo in forma liquido cambieranno leggermente di composizione con il tempo. Un punto positivo di questo sistema è che umidifica l’aria.

Suffumigi: anche in questo caso si vaporizza un olio essenziale riscaldandolo, con un metodo molto semplice: alcune gocce di olio essenziale vengono messe in una bacinella di acqua bollente per farle evaporare mentre il soggetto inala profondamente i vapori.

Avvertenze:

- non ci sono casi di oli essenziali che abbiano esacerbato l’asma, ma rimane una possibilità, ed è quindi necessario usare cautela con soggetti asmatici ed in genere atopici;

- È preferibile non inalare direttamente oli essenziali vaporizzati in acqua (come per i suffumigi o con i nebulizzatori ad ultrasuoni) per più di 15-20 minuti. Diverso invece il discorso quando gli oli essenziali vengano diffusi nell’ambiente. In questo caso le concentrazioni sono molto minori ed è possibile usare gli oli essenziali per più lungo tempo, ma anche in questo caso è preferibile interrompere la somministrazione ogni 30-60 minuti, arieggiando gli spazi e evitando il contatto per altri 30-60 minuti. Infatti, se è vero che le quantità di olio essenziale sono troppo basse per rappresentare un problema acuto, un utilizzo continuativo e prolungato potrebbe portare ad un accumulo di certe molecole, e ad una possibile tossicità cronica (ad esempio usandoli essenziali neurotossici); oppure, più realisticamente, a reazioni allergiche da inalazione in soggetti predisposti.

Uso degli oli essenziali sulla pelle (uso topico)

Un metodo molto comune ed utilizzato in vari ambiti e in varie modalità, dal massaggio a tutto il corpo mediante un olio vegetale, alle applicazioni più localizzate tramite gel, unguenti, creme o impacchi. L’assorbimento per via cutanea è molto ridotto rispetto alle altre modalità (4-10%), ma spesso si ha un effetto anche per inalazione derivata dalla volatilizzazione degli oli applicati. Dato che queste applicazioni sono tra le più comuni, e dato che tra le reazioni avverse agli oli essenziali, quelle cutanee sono le più comuni, è necessario fare chiarezza sugli oli che possono essere irritanti, sensibilizzanti e foto-tossici se applicati al derma.

Ma prima ancora di passare agli oli, parliamo di diluizioni. La prima regola per ridurre il rischio di eventi cutanei avversi è molto semplice: non usate mai oli essenziali puri sulla pelle! I dati mostrano infatti che in genere gli oli essenziali sono efficaci a diluizioni inferiori al 10%, ed usarli a percentuali maggiori non apporta benefici pur aumentando il rischio. Nel considerare l’applicazione di oli essenziali alla cute dobbiamo porre attenzione non solo al tipo di oli essenziali, ma anche al veicolo utilizzato. Infatti, vi sono mezzi più adatti a pelli secche e infiammate e altri più adatti a pelli umide, altri utili per certe aree specifiche del corpo ecc.

Indicativamente le diluizioni per gli adulti sono:

- per i massaggi: in 25 ml di olio base, per una dose leggera (1%) si aggiungeranno 5 gocce, se media (2%) 10 gocce, se forte (4%) 20 gocce;
- in creme, unguenti e gel base: in 30 ml, se si preferisce una dose leggera (0,5%) aggiungere 3 gocce, se dose media (2%) 12 gocce, se forte (6%) 36 gocce;
- nel bagno: se dose leggera 3 gocce, se dose media 8 gocce, se forte 13 gocce.

Nota bene: ricordarsi di disperdere molto bene gli OE. Per ottenere un’ottima dispersione per il bagno, è consigliabile mescolare gli oli essenziali in poco sapone liquido o bagnoschiuma e aggiungere la mistura subito prima di entrare nel bagno, scuotendo vigorosamente.

L’assorbimento cutaneo può avvenire attraverso:

-Impacchi: a volte gli impacchi si rendono necessari su piaghe da decubito, su contusioni o aree colpite da intenso dolore localizzato, come nel caso dell’artrite, del mal di stomaco e delle fratture. Le dimensioni dell’impacco, il dosaggio dell’olio essenziale e la quantità d’acqua dipendono dall’estensione dell’area da trattare: l’infezione a un dito richiede solo un quadratino del materiale prescelto e un portauovo pieno d’acqua a cui vanno aggiunte 2 gocce di olio essenziale, mentre un ginocchio gonfio affetto da reumatismo richiederà un pezzo di stoffa abbastanza ampio da coprire la parte e una bacinella d’acqua di circa 200 ml contenente 5-6 gocce di olio essenziale. La quantità di olio essenziale deve essere dimezzata per bambini e anziani. Il materiale prescelto viene immerso in una miscela d’acqua e olio essenziale, strizzato leggermente e posto sull’area interessata. Va poi coperto con bende o garze sterili; un pezzo di pellicola trasparente può essere l’ideale come strato esterno per impedire all’essenza di evaporare. L’impacco va lasciato in posa per 2 ore circa o, se possibile, per una notte intera.

-Spray: questo metodo può essere usato anche per applicazioni locali quando è sconsigliabile il contatto diretto con la parte da trattare, per esempio in caso di gravi ustioni, herpes zoster o lesioni.

-Bagni e pediluvi: A volte è desiderabile utilizzare gli oli essenziali nell’acqua del bagno, perché in questo modo possiamo combinare l’effetto dell’inalazione con l’effetto topico, e perché è un metodo per utilizzare oli essenziali rilassanti, combinando il loro effetto con quello del bagno caldo. Detto questo, di tutte le cose che ci possono venire in mente, la più sbagliata è quella di versare un olio essenziale direttamente nell’acqua del bagno per goderci un momento di serenità. Gli oli essenziali non si sciolgono nell’acqua, quindi non si disperdono ed il rischio è che ci sediamo direttamente sopra una goccia di olio puro e caldo. Se volete usare oli essenziali nell’acqua del bagno potete farlo mescolandoli prima con del sapone liquido, e disperdendo poi la miscela nell’acqua. 

-Massaggio: Gli aromaterapisti professionali perlopiù somministrano gli oli essenziali con il massaggio.

Uso interno degli oli essenziali (per via orale)

L’utilizzo degli oli essenziali per bocca è materia complessa e potenzialmente pericolosa! Non ingerire oli essenziali a meno che non siate seguiti da un medico o altro professionista di area sanitaria formato in maniera specifica sugli oli essenziali. L’assunzione orale rende disponibile nell’organismo quantità di oli essenziali molto maggiori rispetto alle altre modalità, e potrebbe portare più facilmente e velocemente a tossicità acuta o cronica. Non assumere oli essenziali diluiti in acqua, dato che questo potrebbe portare a irritazioni di bocca, esofago e stomaco, una irritazione che nel caso dello stomaco potrebbe essere avvertita solo molto tardi, quando i fenomeni erosivi sono già avanzati. È vero che molti oli essenziali sono usati in prodotti per bocca, ma le quantità raramente superano le due gocce al giorno, mentre le dosi terapeutiche sarebbero certamente maggiori. Vediamo quali sono le più utili forme galeniche di utilizzo.

-Dispersione in vettori densi, come miele o sciroppi mielosi. Nonostante il miele non sia un solvente per gli oli essenziali, la sua caratteristica altamente viscosa permette di disperdere gli oli essenziali in maniera efficace, sempre che si mescoli la miscela per lungo tempo, e che la si continui a mescolare nel tempo, per evitare che gli oli tendano a riraggrupparsi con il tempo. È un metodo ideale quando si voglia andare a toccare le mucose dell’apparato gastrointestinale. Possiamo pensare di arrivare ad una concentrazione dell’1-2%. Attenzione agli oli essenziali dermocaustici; anche se dispersi sono ancora molto forti e possono dare fastidio alle mucose.

-Solubilizzazione in estratti idroalcolici ad elevato tenore di etanolo (maggiore del 60%) preferibilmente di resine (propoli, mirra, ecc.) per l’effetto matrice dei composti resinosi. Un altro metodo facile ed efficace. L’etanolo nella tintura è un solubilizzante degli oli essenziali (perché sia efficace è però necessario che il tenore sia elevato, almeno del 60% e preferibilmente dell’80%), quindi è ragionevole miscelare 1-2% di olio essenziale. Se la tintura è di una resina l’efficacia è aumentata dall’effetto matrice della resina stessa.

-Capsule gastro resistenti. È questo il sistema più efficace e sicuro. L’olio viene racchiuso in una capsula gastro resistente in modo da non entrare in contatto con le mucose gastriche e con l’ambiente a pH acido, permette quindi una somministrazione più efficace, una biodisponibilità maggiore e una maggior sicurezza. Se l’olio è anche micro-incapsulato questo permette un rilascio ritardato dell’olio ed un minor rischio di irritazione.

Oli essenziali: donne in gravidanza e bambini

Nei bambini al di sotto dei 2 anni, non usare in nessun caso oli essenziali per bocca, ed in uso topico evitare oli essenziali: Tossici, Irritanti, Sensibilizzanti, Fototossici.

Le donne in gravidanza dovrebbero evitare: gli oli essenziali tossici in genere, gli oli essenziali contenenti apiolo e sabinil acetato (come prezzemolo, Juniperus savina, Salvia lavandulaefolia), gli oli essenziali ad elevata percentuale di anetolo (le Ombrellifere), canfora (rosmarino ct canfora, canfora, ecc.) e tujone (salvia, assenzio, tuja), l’uso orale, vaginale e rettale, l’uso esterno di oli essenziali a metil salicilato (betulla, wintergreen), l’uso esterno a concentrazioni superiori al 2%.

Approfondiremo queste condizioni nei prossimi post. Leggi anche "Come usare gli oli essenziali sui bambini: cautele e consigli pratici".

Dott.ssa Laura Comollo

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